Partecipazione femminile al lavoro e Investiture
Oggi una cattiva notizia ed una che fa riflettere
Cominciamo dalla seconda notizia. Il presunto boom di nascite registrato a settembre e rilanciato qualche settimana dai mass media, in realtà non c’è, come ben evidenziato da un interessante approfondimento dei due studiosi Daniela Del Boca e Alessandro Rosina. L’Italia, pur essendo passata negli ultimi 10 anni da 1,19 a 1,35 figli per donna, rimane uno dei paesi con la più bassa fecondità.
Quest’ultima, però, è aumentata in modo più evidente, al netto delle nascite degli stranieri, laddove maggiori sono i tassi di attività femminile, (e gli strumenti per l’infanzia più diffusi) come ad esempio nella nostra Regione.
Peccato che la manovra finanziaria – come sottolineato anche dai due economisti Boeri e Garibaldi in una recente analisi – di quanto sopra sinteticamente esposto pare non abbia tenuto in debito conto: gli sgravi Ici, così strenuamente voluti da Rutelli, sono costati infatti il mancato varo di provvedimenti a maggiore impatto sociale, in particolare per famiglie con figli, come il piano asili, le misure sulla conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro, gli sgravi fiscali sul lavoro a favore di redditi più bassi, gli incentivi per le mamme lavoratrici.
La cattiva notizia, almeno a giudicare dall’imbarazzo manifestato da numerosi amici “democratici” in queste ore, è investitura da parte di Matteo Richetti di Stefano Bonaccini, quale candidato ideale alla guida del Partito Democratico modenese.
Credo innanzitutto che Stefano Bonaccini, così come ogni altro meno quotato candidato, non abbiano proprio bisogno di investiture di questo tipo, politically davvero “old style”, nonché poco coerenti con la necessità che il Pd si doti anche di linguaggi e riti nuovi, in discontinuità con pratiche che fino ad oggi hanno troppo spesso impantanato la politica.
Poi l’uscita dell’amico Matteo appare intempestiva e, detto francamente, dettata da un’ansia eccessiva di riposizionarsi frettolosamente dopo un risultato della lista Letta, considerato evidentemente anche da Richetti come inferiore alle aspettative.
Finalmente ritengo che la personalissima presa di posizione di Richetti metta in difficoltà lo stesso Bonaccini (che mi auguro dunque si smarchi rapidamente), la cui corsa, diversamente da quanto ha fatto Richetti, sarà sicuramente stata auspicata privatamente da tanti amici.
Ciò nella consapevolezza che il futuro segretario provinciale del Pd, coerentemente con quanto accaduto a livello nazionale, sarà certamente oggetto di una democratica e trasparente condivisione pubblica.