Due Notizie


Alitalia e Bufale

Pubblicato su Alitalia di albertocrepaldi sul 22 Marzo, 2008
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Oggi due notizie non positive, nonché un invito a non dimenticare le vittime del terrorismo.

La prima notizia ruota attorno alla vendita di Alitalia, per la quale Tito Boeri ha correttamente parlato di un test bipartisan. Il test sembra però, complice anche il clima elettorale, già fallito, col Cavaliere, da un lato, che evoca la bufala della cordata italiana e Veltroni, dall’altro, che difficilmente prenderà una posizione netta e chiaramente riformista sulla vicenda. In ambedue i casi pare sfuggire la gravità della situazione, anche a conferma forse, che la tensione verso l’apertura al mercato continua a non caratterizzare nei fatti la cultura politica di questo Paese.

 

Il “caso Alitalia” costituisce peraltro, a mio avviso, la cartina di tornasole del senso di responsabilità del Sindacato e della sua vicinanza al paese reale. Mi pare che siano lontani i tempi in cui il Sindacato si assumeva, nell’interesse generale, pesanti responsabilità nei confronti del Paese prima ancora che dei propri iscritti. Così come appare insanabile la frattura tra Sindacato e paese reale, nel momento in cui irresponsabilmente l’unica richiesta è quella di rimandare a dopo le elezioni la scelta definitiva del partner di Alitalia.

 

Viene finalmente da chiedersi:

- se il Sindacato sappia ancora farsi carico dell’elaborazione di uno straccio di proposta, oltre a chiedere, come fa da due anni, la generica redazione di un piano industriale, incontri urgenti o ad emettere vuoti proclami a mezzo stampa (chi è curioso si vada a leggere i comunicati emessi da CGIL dall’inizio dell’anno);

- cosa è stato a fare il Sindacato negli anni scorsi, visto che, ad esempio, nel 2004, una articolata analisi finanziaria denunciava “la previsione di un forte incremento di perdite per i prossimi 3 anni a causa di costo del lavoro, interferenza del Governo, assenza di ristrutturazione e aumento dei costi delle linee…”;

- quanto anche il Sindacato sia consapevole che il gioco al massacro di Berlusconi, Moratti e Formigoni è teso non già a salvare Alitalia, ma lo scalo milanese - che negli ultimi anni ha perso costantemente quote di mercato – e quindi SEA, la società di gestione di Malpensa, partecipata per l’84,56% dal Comune di Milano.

 

 

L’altra notizia è che in Italia si continua a scherzare pesantemente con la salute dei cittadini. Era infatti noto da almeno 5 anni il problema della contaminazione da diossina di migliaia di capi campani, culminato nel sequestro di 700 bufale nel 2003 e riesploso con il maxisequestro di mozzarelle di bufala di qualche giorno fa. Inoltre due studi del 2005 condotti dall’Istituto per il sistema produzione animale in ambiente mediterraneo (Ispaam-Cnr) avevano evidenziato come “la diossina, provocata dalla bruciatura dei rifiuti, contamina acqua, terreno e piante, passando nel grasso degli ovini e da lì in latte e carne.

 

Tutto ciò è accaduto e continua ad accadere nonostante la presenza di un inconcludente “Commissariato per l’emergenza bonifiche e tutela delle acque” retto fino a poche settimane fa da Antonio Bassolino e l’esistenza di una costosa società ad hoc della Regione Campania voluta al fine di bonificare il territorio dallo stesso Bassolino, la cui coscienza deve purtroppo ancora ispirare la scelta giusta.

 

 

Finalmente un invito a ricordare le vittime del terrorismo, che in Italia sono state circa 150 (stragi escluse). 15 ottobre 1974 veniva ucciso Felice Maritano, maresciallo dei Carabinieri: “il maresciallo Maritano fa parte di un nucleo speciale di Polizia Giudiziaria per la lotta contro il terrorismo e durante la cattura di un militante delle Brigate Rosse viene ucciso nello scontro a fuoco originatesi per la cattura”

Il 5 dicembre dello stesso anno veniva assassinato Andrea Lombardini, 34 anni, brigadiere dei Carabinieri: “il brigadiere Lombardini si avvicina ad un furgoncino per un normale controllo: una raffica di mitra lo uccide subitaneamente. A bordo, infatti, vi sono cinque terroristi autonomi che stanno tentando una rapina al portavalori dello zuccherificio lì vicino. Il commando riesce a fuggire dopo aver aggredito anche il carabinire Gennaro Sciarretta”.

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