Scuola e Pubblicità ingannevole
Oggi due buone notizie.
La prima riguarda il fatto che 15 studiosi ed intellettuali hanno prodotto un utile documento dal titolo “Scuola:un partito trasversale del merito e della responsabilità”. Si tratta in sostanza di un richiamo alla classe politica ed in particolare a chi governerà il Paese, affinché operi per far uscire la scuola italiana dalla crisi, prendendo le distanze da decenni di falso egualitarismo e di buonismo e ripristinando quella meritocrazia, esiliata dalla aule dopo il “mitico” ’68.
Nonostante alcuni obiettivi realizzati dal governo uscente, la scuola italiana in effetti non gode di buona salute. Ciò trova, ad esempio conferma, nei recenti risultati dell’ultima edizione (2006) del progetto PISA (Programma for international Student Assessment) dell’OCSE, che dipinge un quadro a dir poco allarmante. I dati comparativi con gli altri Paesi OCSE parlano chiaro: il 25% dei nostri ragazzi ha competenze scientifiche giudicate insufficienti, (contro una quota del 19% della media dell’area) e solo il 4,5% raggiunge eccellenti livelli di competenza (contro una media del 9%). I poveri di competenze in matematica sono il 32,8% e quelli più “dotati” sono il 6,3% (contro una media del 13,3%); la situazione più imbarazzante si registra per le competenze nella lettura e comprensione dei testi per le quali oltre il 50 per cento dei nostri ragazzi è al di sotto del livello giudicato adeguato. Nello stesso tempo, la quota di studenti con risultati eccellenti si colloca intorno al 5 per cento, contro un valore di circa il 10 per cento nella media dei paesi dell’OCSE.
Criticità, quelle sopra evidenziate, che assieme ad altri nei, da tempo rilevava l’inutile quanto dispendioso ed inconcludente Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione, recentemente commissariato, senza però che sia stato completato un nuovo sistema di valutazione, anche capace di fotografare con obiettività la correlazione tra risorse investite e risultati conseguiti.
Grado di scolarizzazione dei giovani tra 18 e 24 anni e percentuale di abbandoni scolastici danno ancora di più l’idea di quanto terreno l’Italia debba recuperare rispetto a molti dei suoi partner europei. Nel nostro Paese la percentuale di giovani in possesso di un diploma è attorno al 75%, contro una media UE a 25 Paesi del 78%: è evidente la distanza da Paesi come la Francia (83%), la Svezia o l’Austria (85%). In Italia, inoltre, continuano ad esserci troppi abbandoni: il 21%, contro una media UE a 25 Paesi del 15%
Come dare torto dunque al Ministro dell’Istruzione quando, nel 2001, predicava che “[…..] il principio di elevare il livello di educazione e di istruzione personale di ciascun cittadino [….] è diventato [….] un’urgenza nazionale”. Un vero peccato che gli atti politici non siano stati proprio conseguenti confermando – eccezion fatta per i 20 mesi del Governo Prodi – , l’inconsapevolezza tutta italiana rispetto al fatto che la capacità di dare risposta ai cambiamenti passa soprattutto attraverso la costruzione di una vera e propria società della conoscenza .
L’altra buona notizia concerne l’importante lavoro che l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato sta svolgendo in materia di contrasto di pratiche commerciali scorrette e pubblicità ingannevole. Va detto che su tale fronte, a seguito dell’entrata in vigore dei Dlgs. 145 e Dlgs. 146 (che hanno recepito due direttive comunitarie), i poteri del Garante sono decisamente più ampi e incisivi.
Basti pensare che in tema di pubblicità e pratiche commerciali l’Agenzia, dalla fine del 2007 – ossia da quando è operativo il nuovo regime – ad oggi, ha aperto un notevole numero di procedimenti, che faranno letteralmente lievitare il complesso di provvedimenti emessi.
Curioso il fatto che tra i destinatari dei provvedimenti e delle relative sanzioni dell’Autorità vi siano anche un autonoleggio modenese ed una acetaia.