DUE NOTIZIE – Il blog di Alberto Crepaldi


“Il dramma degli infortuni sul lavoro” e “Ricordo di due vittime del terrorismo”

Pubblicato su Sicurezza sul lavoro, Vittime del terrorismo di albertocrepaldi sul 31 Luglio, 2008

Oggi due notizie semplicemente da leggere.

 

La prima prende spunto dalla recente pubblicazione del Rapporto Inail 2007 sull’andamento  infortunistico, che ha fotografato una situazione assai preoccupante, seppur in lieve miglioramento. I dati provvisori riportati nel rapporto, raccolti fino al 30 aprile 2008, parlano di ben 912.615 denunce di infortuni avvenuti nel corso dell’anno 2007, circa 15.500 casi in meno rispetto al 2006. Nel confronto con i Paesi dell’area Euro l’Italia presenta nel complesso un indice pari a 2900 infortuni ogni 100.0000 occupati, molto lontano da quello di Paesi “evoluti” (Svezia su tutti, con 1130 infortuni/100000 occupati), anche se inferiore al dato medio dell’Europa a 15 (3098). Degno di nota il quadro fornito da Eurostat sugli infortuni nei diversi settori produttivi, nel quale spicca negativamente l’indice del settore agricolo (6684 contro una media dell’Europa a 15 di 4560 infortuni ogni 100.000 occupati).

Per ciò che riguarda invece gli infortuni mortali, alla rilevazione Inail del 30 aprile 2008, risultavano denunciati 1.170 casi – in calo dunque rispetto ai 1.341 casi del 2006 – che valgono un indice nazionale di 2,6 decessi per 100.000 occupati, ben al di sopra del dato medio rilevato per i 15 Stati membri dell’Unione (2,3). Impressionante il fatto che In Europa, stando alle elaborazioni dell’Agenzia Europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, muoia ogni tre minuti e mezzo qualcuno a causa del lavoro e che fino ad un terzo dei ca. 150 mila morti sul lavoro registrati ogni anno (142.000 a causa di malattie professionali e ca. 8900 a causa di infortuni sul lavoro) sono attribuibili a sostanze pericolose presenti negli ambienti di lavoro.

Va sottolineato che il panorama planetario degli incidenti (mortali e non) sul lavoro, nonchè delle morti per malattie professionali che periodicamente viene messo in luce dall’International Labour Organisation, è sempre più tragico: ogni giorno circa 6.000 lavoratori nel mondo muoiono per incidenti e malattie professionali, un dato in continuo aumento. Le stime dell’I.L.O. parlano di circa 264 milioni di incidenti sul lavoro all’anno e di 160 milioni di casi di malattie di origine lavorativa che si manifestano e si verificano ogni anno. I decessi per incidenti sul lavoro sono stimati in quasi 346.000 l’anno. Un dato, quest’ultimo, sottostimato, visto che sappiamo bene come, soprattutto nei Paesi emergenti, una rilevante quota di lavoro, e quindi di incidenti,  avviene al di fuori di qualsiasi sistema di rilevazione. Tutto ciò rappresenta un costo pari a circa il 4 per cento del Prodotto Interno Lordo mondiale (1.250 miliardi di dollari).

A livello europeo vi è piena consapevolezza della drammaticità dei problemi evidenziati. In tal senso si spiegano la comunicazione della Commissione Europea e la conseguente risoluzione del Consiglio Europeo (oltre ad una recente iniziativa del Parlamento Europeo) su una nuova strategia comunitaria per la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro (2007-2012), che pone tra i suoi ambiziosi obiettivi la riduzione del 25% degli infortuni sul lavoro entro il 2012.

Non pare che nel Belpaese, in particolare nelle illuminate persone che attualmente lo governano, vi sia analoga coscienza ed una coerente tensione a realizzare gli obiettivi previsti dall’Unione Europea. Ciò almeno a  giudicare dalla indecente (ed unica sul tema) proposta di legge formulata dal senatore leghista Piergiorgio Stiffoni, tesa a concedere un contributo di 750 mila  euro al Comune di Treviso per la costruzione di un monumento commemorativo delle vittime degli infortuni sul lavoro.

 

La seconda notizia rappresenta un invito a ricordare due vittime del terrorismo. Si tratta di Giuseppe Lombardi Gianni Mussi, rispettivamente appuntato e brigadiere di P.S. , uccisi a Pietrasanta (Lucca), il 22 ottobre 1975 durante un conflitto a fuoco nello svolgimento di una operazione di Polizia Giudiziaria.

Lascia una Risposta