DUE NOTIZIE – Il blog di Alberto Crepaldi


Uno scatto di civismo nel contrasto della malavita organizzata a Modena

Pubblicato su Criminalità organizzata, Partito Democratico di albertocrepaldi sul 8 Marzo, 2009

Oggi Due Notizie fa una doverosa riflessione sulla penetrazione della malavita organizzata nel nostro territorio.

Ormai la mafia si è data una geografia e una dimensione capace di superare dazi, dogane, frontiere. I mafiosi hanno fatto l’Europa – dove il fatturato annuo è pari a circa 100 miliardi di euro – prima che la facessimo noi con la Costituzione. Hanno applicato in termini criminali il trattato di Schengen ai nostri posti di frontiera molto prima di noi, data una struttura diversa, più impermeabile, meno rumorosa. […] hanno capito che occorre collegarsi a settori della società professionale ed economica e a settori della geografia che non sono gli avvocati dei Corleonesi o le campagne di Corleone”. Questo è una rappresentazione particolarmente efficace della malavita organizzata, stralciata da un’intervista a Claudio Fava, il cui padre, come è noto, fu ucciso dalla mafia.

Mi domando spesso se di ciò a Modena vi sia consapevolezza. Me lo chiedo da qualche anno, anche se il quesito è certamente diventato più pressante in tempi recenti. Ad esempio  quando, pochi giorni prima di lasciare Modena per un nuovo incarico, il Comandante dei Carabinieri annunciò che i Casalesi avevano messo le mani sul settore dell’edilizia modenese. Oppure in occasione dell’esplosione di una bomba ai danni dell’Agenzia delle Entrate di Sassuolo. O ancora, quando due esponenti politici di primo piano, il Sindaco di Vignola prima e il consigliere regionale Mezzetti poi, ricevettero una busta contenente dei bossoli. Questa è storia degli ultimi mesi. Ma vari episodi di chiara matrice mafiosa si susseguono da quindici anni a questa parte. A Modena, non a Catania!

Il mio dubbio, forte e, come spiegherò più avanti, fondato, è che la classe dirigente modenese non abbia o forse non voglia prendere coscienza del problema. Ossia del fatto che la mafia è ormai connaturata alla vita stessa della nostra comunità. Eppure, mi dico, dovrebbe essere ormai chiaro a tutti come il territorio non sia immune da infiltrazioni della malavita organizzata. Se ne trae ulteriore conferma sfogliando le recenti relazioni della Commissione Antimafia e della Direzione Investigativa Antimafia.

Ma forse la lettura di simili e “astrusi” documenti è esercizio troppo arduo per chi mette la lotta alla mafia nei programmi elettorali, annuncia di non volere i voti della mafia, organizza fiaccolate e letture in piazza pro Saviano, inonda le redazioni con comunicati stampa che chiedono maggiori risorse e uomini per le forze dell’ordine. Ma poi da ad intendere di non sapere quanta inadeguatezza culturale e conseguentemente strutturale ci sia anche a Modena nel contrasto della malavita organizzata. Che si sta buttando a capofitto nella crisi per penetrare ancora più pesantemente nella vita economica del nostro territorio.  Per questo è grave che nei diversi protocolli anticrisi siglati in lungo ed in largo nella nostra provincia, non ci sia nemmeno un accenno al  tema della crisi come opportunità per la mafia.

Troppo generico e debole è il riferimento alla opportunità di “sbloccare la questione nel rapporto con gli istituti di credito eroganti”, come si legge in quello voluto dalla Provincia di Modena.

Proseguendo con le domande: continuiamo a pensare che la dichiarazione antimafia sia un valido deterrente? Fatevi fare le visure delle imprese attive nel settore dell’ediliza – molte delle quali iscritte alla nostra gloriosa Camera di Commercio – che da anni partecipano alle gare di Provincia ed enti locali: verificando l’età media dei titolari e soci, capirete come si fa ad aggirare la dichiarazione antimafia!

E che dire dell’Osservatorio appalti gestito da Promo e sbandierato come lo strumento idoneo a garantire “pulizia” nelle gare pubbliche? Può servire a qualcosa la pubblicazione della lista delle aziende partecipanti ad appalti pubblici e l’indicazione del loro profilo societario? Forse a far contento qualche statistico che ci lavora. Ma soprattutto, credo, a provocare una grassa risata ai mafiosi attivi dalle nostre parti, ogni volta che si leggono la notizia dell’OSSERVAZIONE annuale di Promo!

C’è qualcuno che si è chiesto come mai, a Modena – dove c’è uno dei più alti tassi di sportellizzazione bancaria in Italia – c’è stata, più che in altre province emiliano-romagnole, una letterale esplosione delle finanziarie? Quegli “enti”, per intenderci, che danno magicamente credito a pensionati, protestati, disoccupati, collaboratori occasionali e, ora, soprattutto alle imprese strozzate dalle banche.

Si è mai riflettuto come nella gestione di gare pubbliche per lavori stradali – quelle più rischiose, per esser chiari – ci sia bisogno non già di burocrati ma di veri e propri professionisti adeguatamente formati, in grado di mettere sotto la lente di ingrandimento le imprese partecipanti? …Perché sarebbe interessante oltrechè utile capire come mai da diversi anni  partecipano a gare nel nord Italia – e dunque anche nella nostra provincia – alcune aziende campane, nella cui compagine societaria risultano presenti componenti della stessa famiglia.

Le domande non sono finite. È noto a chi amministra la macchina pubblica come la buona riuscita di una operazione malavitosa preveda anche la collaborazione di professionisti, che si prestano a costruire una cornice di legittimità formale attorno ad affari illegali? Su tale fronte appaiono come armi spuntate i protocolli di collaborazione tra magistratura e ordini professionali. Non servirebbe invece una vera e propria attività di intelligence, che però non è mai cominciata e nessuno, ordini professionali per primi, ha mai sollecitato? Ci si è mai chiesti, allora, perché negli ultimi 10 anni, è avvenuta una migrazione verso Modena di professionisti provenienti da aree ad alta densità mafiosa?

Più che ricette, continuo ad avere molte domande. E come me, credo, la gran parte dei quasi duemila modenesi firmatari dell’appello di Repubblica a favore di Roberto Saviano. Che non è un eroe. È uno che ha dichiarato davvero guerra alla mafia. Coscientemente.

Ecco, è da qui che dobbiamo partire tutti. Abbiamo il coraggio di dichiarare che il primo nemico del territorio modenese da sconfiggere è la mafia, ancora prima della crisi? O meglio con ancora maggiore forza ora che la crisi costituisce il terreno fertile per far proliferare affari sporchi.

Oppure vogliamo continuare a trincerarci dietro generici richiami al fatto che Modena ha sufficienti anticorpi?

Se non è quest’ultima la strada che intendiamo percorrere, allora smettiamola di far finta di occuparci della mafia a Modena. Lo dico in particolare, rivolgendomi alle Istituzioni modenesi. A partire da quel Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza dove raramente ed evidentemente con troppo superficialità, negli ultimi anni, risulta essere stato messo in discussione il tema del contrasto della mafia.

Si tratta di fare una battaglia di civiltà, prima ancora che di legalità. Si tratta insomma di fare uno sforzo collettivo per riappropriarci di un vitale spazio di civismo.

In definitiva serve uno scatto di responsabilità per occupare una dimensione civica, piuttosto che fare insulse risse per occupare gli spazi fisici delle nostre città a suon di ronde, volontari della sicurezza o più semplicemente piazzisti della tutela dell’ordine pubblico.

Un caro saluto

Alberto Crepaldi

Componente Segreteria Pd Modena

“Questione salariale al femminile” e “Una chiacchierata con il capo della Procura sulla mafia a Modena”

Pubblicato su Criminalità organizzata, Donne, Giustizia, Welfare di albertocrepaldi sul 4 Febbraio, 2009

Oggi Due Notizie interessanti, credo.

La prima notizia prende le mosse dalla recente pubblicazione del Global Gender Gap Report 2008, lo studio del World Economic Forum sulle “disparità” di genere, che connotano ancora con forza il nostro Paese. Non solo nei percorsi di carriera professionale, ma, come si evince in modo chiaro dall’indagine del WEF, in particolare nelle cosiddette buste paga. Basti pensare che le differenze salariali sono così ampie da collocare l’Italia in 111° posizione su 130 Paesi considerati. Ciò a oltre cinquanta anni dalla previsione, tra i pilastri del Trattato istitutivo della CEE, della parità retributiva tra donne e uomini; ad oltre trenta dal varo, in Italia, della prima legge a firma di Tina Anselmi, sullo stesso tema; e della presenza di una vera e propria carta europea della parità.

Recenti indagini condotte da Bankitalia (continua…)

“Conflitti e Sindacalisti da non dimenticare”

Pubblicato su Criminalità organizzata, Diritti, Vittime del terrorismo di albertocrepaldi sul 28 Gennaio, 2009

Oggi Due Notizie più lunghe del solito, che aiutano a ricordare.
La prima riguarda il fatto che qualche giorno fa è stata presentata la terza ricerca sui conflitti dimenticati dal titolo “Nell’occhio del ciclone”. Il lavoro, curato da Caritas Italiana, in collaborazione con il settimanale “Famiglia Cristiana” e il quindicinale “Il Regno”, approfondisce in particolare il legame tra conflittualità armata organizzata e degrado ambientale, tra povertà e cambiamenti climatici.

Nel corso degli ultimi dieci anni il numero di guerre è andato gradualmente calando, sia pure in modo non uniforme. I dati parlano di 24 conflitti attivi all’inizio del 2008 (continua…)

L’Appello per uno dei nostri migliori figli

Pubblicato su Criminalità organizzata di albertocrepaldi sul 21 Ottobre, 2008

Oggi un’unica, importante notizia

Si tratta dell’appello di 6 premi Nobel (“Lottiamo per Saviano”), riportato qui seguito e che mi auguro tu decida di firmare:

Roberto Saviano è minacciato di morte dalla camorra, per aver denunciato le sue azioni criminali in un libro – Gomorra – tradotto e letto in tutto il mondo.


È minacciata la sua libertà, la sua autonomia di scrittore, la possibilità di incontrare la sua famiglia, di avere una vita sociale, di prendere parte alla vita pubblica, di muoversi nel suo Paese.


Un giovane scrittore, colpevole di aver indagato il crimine organizzato svelando le sue tecniche e la sua struttura, è costretto a una vita clandestina, nascosta, mentre i capi della camorra dal carcere continuano a inviare messaggi di morte, intimandogli di non scrivere sul suo giornale, Repubblica, e di tacere.


Lo Stato deve fare ogni sforzo per proteggerlo e per sconfiggere la camorra. Ma il caso Saviano non è soltanto un problema di polizia. È un problema di democrazia. La libertà nella sicurezza di Saviano riguarda noi tutti, come cittadini.

Con questa firma vogliamo farcene carico, impegnando noi stessi mentre chiamiamo lo Stato alla sua responsabilità, perché è intollerabile che tutto questo possa accadere in Europa e nel 2008.

DARIO FO-MIKHAIL GORBACIOV-GUNTHER GRASS-RITA LEVI MONTALCINI-ORHAN PAMUK-DESMOND TUTU

L’attesa del Capo della Procura e Forum del Pd (città di Modena)

Pubblicato su Criminalità organizzata, Giustizia, Partito Democratico di albertocrepaldi sul 31 Maggio, 2008

Oggi due notizie a mio parere interessanti.

La prima è rappresentata dal fatto che Stefano Bonaccini, segretario provinciale del Pd, nei giorni scorsi, ha inviato ai parlamentari modenesi una lettera – che verrà presto pubblicata sul sito del PD   -  , nella quale si chiede un impegno “bipartisan” su tre questioni prioritarie: Deposito gas di Rivara, potenziamento organici Forze dell’Ordine, Bretella Campogalliano-Sassuolo.

A mio avviso, esiste una ulteriore priorità (in realtà un’urgenza), (continua…)

“Corsa” al nucleare e Assenze imbarazzanti

Pubblicato su Criminalità organizzata, Energia, Partito Democratico di albertocrepaldi sul 26 Maggio, 2008

Oggi due notizie, di cui una semplicemente da leggere ed una che spero faccia riflettere.

Quest’ultima attiene al fatto che sabato pomeriggio, in Piazza Grande, all’incontro con Rita Borsellino promosso in occasione di Ethicae – il festival del volontariato organizzato dalle associazioni no profit con il sostegno del Centro servizi per il volontariato, del Comune e della Provincia di Modena – spiccava l’imbarazzante assenza delle Istituzioni locali. (continua…)

Le sorprese del nuovo Governo e Dati (di fatto) sul crimine

Pubblicato su Criminalità organizzata, Governo, Parlamento di albertocrepaldi sul 13 Maggio, 2008

Oggi due notizie, una seria ed una politicamente scorretta, nonché maschilista (lo ammetto!) ed irriguardosa.

Quest’ultima attiene alla formazione del nuovo governo. Va preliminarmente detto che i primi due Consigli dei Ministri si sono svolti a Roma e non già a Napoli, come promesso in campagna elettorale da S.B. Quest’ultimo aveva pure annunciato che nella squadra governativa ci sarebbero state sorprese; in realtà la composizione del Governo non presenta nessun particolare elementi di straordinarietà, a mio modesto avviso.

Si può però osservare che: (continua…)

“Criminalità, la regia spetta alla Procura”

Pubblicato su Criminalità organizzata, Giustizia, Interviste di albertocrepaldi sul 19 Aprile, 2008

Dalla Gazzetta di Modena del 18 aprile 2008

Immigrati clandestini e sicurezza. Questioni che a Modena come in ogni città si intersecano sempre più in modo indissolubile. Come uscirne? Come risolvere sul piano legislativo la questione? Abbiamo provato a chiedere un parere ad Alessandro Sivelli, presidente della Camera Penale di Modena, l’associazione alla quale appartengono i legali che si occupano di processi penali «Su clandestini e criminalità occorre fare delle doverose distinzioni – esordisce l’avvocato Sivelli – Per i clandestini, che non delinquono, il problema non può essere risolto dalle istituzioni cittadine».
 «Occorre una legislazione più efficace, che abbia una sua logica. Adesso questi stranieri vengono fermati, anche arrestati quando non ottemperano all’obbligo di espatrio. E’ evidente che se lo Stato non ha i mezzi per dare esecuzione all’espulsione ed accompagnarli al paese di provenienza e se gli extracomunitari non hanno i mezzi per ottemperare (la verifica sulla disponibilità economica dovrà essere rigorosa) è condivisibile la decisione della magistratura di rimetterli in libertà. La soluzione finale non è arrivata dal decreto Prodi, ora vedremo che accadrà con il nuovo governo. Ma sul fronte della sicurezza, specie a Modena, il discorso da fare è diverso».
In che senso? (continua…)

Ritorno all’ovile di Ciriaco e Peso economico della ‘ndrangheta

Pubblicato su Criminalità organizzata, Partito Democratico di albertocrepaldi sul 24 Febbraio, 2008

Prescindendo volutamente dalla bella notizia dell’elezione di Stefano Bonaccini a segretario provinciale del Pd, su cui tornerò tra un paio di giorni, oggi una notizia molto buona ed una preoccupante

La prima attiene al fatto che Ciriaco De Mita, (continua…)