“L’inesorabile processo di gerontocratizzazione” e “Enti di dubbia utilità”
Oggi due notizie brevi, su cui riflettere.
La prima riguarda l’inesorabile processo di “gerontocratizzazione” a cui è condannato il nostro Paese. Se ne trae ulteriore conferma da due recentissime nomine governative: quella di Salvatore Italia e di Antonio Finocchiaro. Il primo chiamato a presiedere il CdA di Arcus Spa, il secondo investito della Presidenza della Commissione di vigilanza sui fondi pensione.
Disporre di figure “più giovani” non è di per sé garanzia di qualità, come dimostra la tormentata vicenda di questi giorni relativa alla Commissione di Vigilanza RAI. (continua…)
“Scenari demografici/economici” e “Povertà derubricata a fatto contabile”
Oggi due notizie su cui semplicemente riflettere ed un avviso
La prima notizia prende le mosse dalla recente presentazione, da parte dell’Istat
, dei nuovi scenari per la popolazione da qui al 2051. I dati, da considerare con grande prudenza, da un lato evidenziano come l’Italia, sorprendentemente, non sia destinata, almeno nei prossimi 30 anni, al declino demografico che tutti immaginavamo; dall’altro confermano non solo un progressivo invecchiamento degli italiani (nel 2051 uno su tre avrà più di 64 anni) ma una consistenza sempre più rilevante di immigrati. Lo scenario “centrale” Istat vede in effetti un aumento della popolazione da 59,1 milioni nel 2007 fino a 62,3 milioni del 2038 ed una presenza di almeno 9,2 milioni di stranieri, (continua…)
Partecipazione femminile al lavoro e Investiture
Oggi una cattiva notizia ed una che fa riflettere
Cominciamo dalla seconda notizia. Il presunto boom di nascite registrato a settembre e rilanciato qualche settimana dai mass media, in realtà non c’è, come ben evidenziato da un interessante approfondimento dei due studiosi Daniela Del Boca e Alessandro Rosina. L’Italia, pur essendo passata negli ultimi 10 anni da 1,19 a 1,35 figli per donna, rimane uno dei paesi con la più bassa fecondità.
Quest’ultima, però, è aumentata in modo più evidente, al netto delle nascite degli stranieri, laddove maggiori sono i tassi di attività femminile, (e gli strumenti per l’infanzia più diffusi) come ad esempio nella nostra Regione. (continua…)